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La
"sete" descritta da Emily Dickinson nei confronti delle persone
che più ama, caratterizza la sua vita alla ricerca continua di
un affetto che cerca di strappare soprattutto ai suoi migliori amici e
alle più care amiche, confidandosi con loro attraverso lettere
colme di struggenti riflessioni sulla vita, sull'amicizia, sull'amore.
Sulla morte. "Dove sei, amica mia antica, o amica mia carissima e giovane - come preferisci tu - il rivolgermi a te potrebbe di per sé sembrare presunzione, dal momento che non so se dimori qui, né, se sei volata via, in quale mondo 'il mio uccello' abbia ripiegato l'ala. Quando penso agli amici che amo e al poco tempo che abbiamo da stare qui, quando penso che poi 'ce ne andiamo', provo una sensazione di sete, un desiderio forte, un'ansia impaziente per paura che mi vengano rubati, per paura di non poterli più guardare. Vorrei averti qui, vorrei avervi tutti qui, dove posso vedervi, dove posso sentirvi e dove ho la possibilità di dire 'No' se il 'Figlio dell'Uomo' mai 'verrà'!" 1830. Nuova Inghilterra, Massachusetts, villaggio di Amherst. La famiglia Dickinson è allietata dalla nascita della piccola Emily. La dinastia americana dei Dickinson vive da sempre in quella meravigliosa terra, da quando cioè, nel 1630, Nathaniel Dickinson, discendente di una generazione proveniente dal sud dell'Inghilterra, decide di affrontare il lungo viaggio, attraverso l'oceano Atlantico - più per ragioni di ordine politico-religioso che per motivi economici - che lo condurrà nel Nuovo Mondo. Ai primi del Novecento la dinastia è indicata come "of Royal Descent". Il nonno di Emily, Samuel Fowler Dickinson, è un personaggio di rilievo nel mondo culturale ed economico della cittadina. Il suo ideale è far sì che la cultura, e quindi l'istruzione, procedano di pari passo con il lavoro, infatti crede fermamente nell'imprenditoria. Gli stessi personaggi che lo appoggiano, nel 1828, per fargli ottenere la rappresentanza alla Corte Suprema dello Stato del Massachusetts, gli diventano ostili, forse spinti un po' dall'invidia, e ostacolano le sue ambizioni. Nel 1813 costruisce una grande casa di mattoni circondata da un ampio giardino, la Homestead, in Main Street, in cui nasce il figlio Edward al quale poi la venderà nell'aprile del 1830. Al contrario dell'incompreso e idealista genitore che muore nel 1838, nell'Ohio dove si è trasferito per dedicarsi all'insegnamento, Edward vuole "arrivare", vuole intraprendere la carriera politica e si dà da fare nonostante il ricordo del comportamento anticonformista del padre lo metta a disagio. Nel maggio del 1828 sposa Emily Norcross, figlia di proprietari terrieri di Monson. All'inizio la donna è energica e indipendente, anzi anche poco entusiasta del matrimonio con Edward perché molto legata al proprio cugino Albert. Ma dopo le nozze, la sua nuova vita in città, alla quale non è abituata e la solitudine, visto che il marito è spesso in viaggio per lavoro, indeboliscono la sua salute. Le è vicina la sorella Lavinia più forte e ribelle, tanto da riuscire a sposare il cugino Loring Norcross e trasferirsi a Boston. Un anno dopo la nascita del primogenito Austin, Emily Norcross, il 10 dicembre 1830, mette al mondo Emily e nel febbraio 1833 nascerà Lavinia. Emily Norcross è molto religiosa e, con il passare del tempo, si attacca sempre di più al marito ma diventa anche sempre più fragile e ansiosa e triste. Questo influisce sui suoi figli che sentono la mancanza del rapporto con una figura materna protettiva e consolatrice alla quale ricorrere nei momenti di turbamento, di sofferenza, alla quale chiedere consiglio. In casa i tre fratelli conducono una vita solitaria e malinconica. Le cose cambiano un po' quando cominciano a frequentare la scuola media alla Amherst Academy. Emily e Lavinia fanno molte amicizie. Emily si confida spesso con la sua migliore amica, Abiah Root, che riceve anche le parole disperate e sofferenti dell'amica in occasione della morte di una ragazza di quindici anni alla quale Emily è stata molto vicina durante la malattia. La morte della sua amica è per Emily un grande trauma in seguito al quale si ammala. La madre per aiutarla la manda a casa della zia e questo periodo Emily lo ricorderà con amore per tutta la vita. Non potrà mai dimenticare infatti con quante amorevoli cure è accolta dalla zia e dalle sue cugine. "Non proverò più nessun desiderio, sarò felice di stare là dove è stato deciso stessi". Con questa frase Emily "reagisce" alla decisione del padre che stabilisce di farle interrompere gli studi per farla riprendere da uno stato depressivo che la coglie dopo gli esami affrontati durante l'estate. Nel luglio del 1846, all'età di sedici anni, di nuovo per la sua salute cagionevole i genitori la mandano dalla zia Lavinia con la quale, come al solito, Emily si sente meglio, in giro per musei, ai concerti e nelle visite alla città di Boston. La volontà del padre fa sì che Emily ritardi i suoi studi fino a quando riesce finalmente ad iscriversi al collegio di Mount Holyhoke a South Hadley. Ma per poco perché, il padre preoccupato per la sua fragile salute, impone ancora una volta la sua volontà e decide di non rinnovare l'iscrizione della figlia al college per l'anno seguente. Per Emily è un'ulteriore motivo di sofferenza. D'altronde si rende conto del fatto che il padre è bravo a dimostrare il suo affetto e la sua attenzione soltanto quando è il momento di ''somministrare medicinali, soprattutto se sgradevoli''. Ma Emily non vuole rinunciare alla sua cultura e legge tutto quello che può nella biblioteca del padre, facendosi aiutare anche dagli amici del padre e dal fratello Austin. Quest'ultimo nel 1850 inizia a corteggiare Susan Huntington Gilbert una bella e simpatica ragazza che diventa amica anche delle sorelle di Austin, Emily e Lavinia. Soprattutto con Emily, Susan inizia un'amicizia davvero profonda, ricca di confidenze, di confessioni, di intimità. In quegli anni Emily comincia a scrivere poesie confidandosi con il fratello che, del resto, è sempre stato il suo confidente preferito. Più tardi, durante uno dei suoi sempre più rari spostamenti, conosce il reverendo Charles Wadsworth dal quale, anche se sposato, si sente attratta. Conosce poi il filosofo trascendalista Ralph Waldo Emerson, Nel 1860 compone circa quattrocento liriche alcune delle quali un anno dopo verranno pubblicate sul giornale "Springfield Daily Republican". Il direttore è Samuel Bowles e sembra che Emily si innamori di lui, anche se è un sentimento difficile da vivere, visto che è sposato. Sempre nel 1861 inizia a corrispondere con il colonnello-scrittore Thomas W. Higginson che, pur ritenendo "impubblicabili" le sue opere, giudica le poesie di Emily degne di un genio letterario, eccezionali. Col passare degli anni la tendenza di Emily all'isolamento dal mondo esterno si accentua sempre di più ma si rafforza il suo desiderio di mantenere viva la corrispondenza con i suoi più cari amici. Dal 1874 in poi si apre nella vita di Emily un periodo triste e tragico. Infatti muore il padre, la madre si ammala gravemente, muore anche Bowles. Verso la fine del 1879, però, stringe un'amicizia molto bella e intima con Otis Lord, un giudice, vecchio amico del padre e sente il suo animo risollevarsi grazie anche alle dimostrazioni di ammirazione da parte della scrittrice Helen Hunt Jackson. Quando nel 1881 i coniugi Todd si trasferiscono ad Amherst e Austin diventa l'amante di Mabel Todd, nella famiglia Dickinson si creano dei dissidi accompagnati, purtroppo, anche da eventi tragici. Infatti nel 1882 muore la madre a Wadsworth e nel 1883 l'amatissimo nipotino Gilbert. L'anno successivo si spegne anche il giudice Lord. La forza d'animo e la sensibilità di Emily sono messe a dura prova. Nel 1885 si ammala per morire il 15 maggio 1886 nella casa di Amherst. |