| Adolf
Hitler |
| Milioni di persone sacrificate per realizzare il
torbido programma di un uomo che non ha saputo trasformare le esperienze
difficili della sua vita in sentimenti positivi atti a raggiungere quell'equilibrio
interiore che conduce alla vera potenza, alla vera libertà. Inesorabilmente
il suo desiderio di potere e di vendetta lo conduce ad attuare il suo progetto
di politica interna per liberare la Germania
dai suoi nemici giudei e comunisti. Per quanto riguarda la politica estera
egli sogna di realizzare l'unità di tutti i popoli di razza tedesca,
attraverso l'occupazione delle terre confinanti, con l'intento di allargarsi
sempre di più. Dopo aver occupato l'Austria nel 1936 prende anche i Sudeti cecoslovacchi con gli auguri della Francia, dell'Inghilterra e di Mussolini. Con quest'ultimo ha già da tempo ottime relazioni che si sono consolidate durante la guerra civile spagnola. Nel 1939, dopo aver occupato la Boemia e preso il controllo della Slovacchia, Hitler firma con Mussolini un patto d'alleanza, il "Patto d'acciaio". Sempre nel 1939, tra la primavera e l'estate, si solleva la questione del "corridoio polacco", la striscia di terra che divide la Prussia orientale dal resto della Germania e consente alla Polonia uno sbocco al mare. Hitler pensa bene di non trattare ma di imporre il suo "diktat", ma la Polonia resiste ma inutilmente perché, il 1° settembre 1939, le sue terre vengono invase e occupate dall'esercito tedesco. Un terzo del Paese spetta però ai sovietici che, precedentemente, avevano concluso con Hitler un patto di non aggressione che prevedeva la spartizione della Polonia. Nel frattempo la Finlandia, che combatte per liberarsi dall'occupazione sovietica, chiede aiuto alle truppe francesi e inglesi che pensano così di servirsi del territorio norvegese. Hitler si rende conto che la terra norvegese potrebbe essere importante per un attacco all'Inghilterra, quindi, senza indugio, la occupa. Dopo aver invaso anche l'Olanda e il Belgio si serve dei loro territori per travolgere la Francia con l'intento di sopraffare anche l'esercito inglese che, però, riesce a rientrare nel suo Paese mettendo in atto la "gloriosa ritirata" di Dunkerque, episodio fondamentale nella storia dell'Inghilterra. Il 22 giugno 1941 scatta l'invasione all'Unione Sovietica, durante la quale l'esercito tedesco è affiancato da truppe rumene, ungheresi, italiane e volontari come la Divisione azzurra spagnola. A Slonim, a Minsk, a Smolenck i tedeschi vincono tatticamente ma non nella realtà, infatti le truppe russe riescono ogni volta a ritirarsi. Nel 1942 la Germania attacca di nuovo la Russia ma, sul finire dell'estate, viene bloccata a Stalingrado, dopo 80 giorni di resistenza. Il 22 giugno del 1944 i russi contrattaccano in direzione di Varsavia verso la Polonia e l'Ungheria. Il 20 luglio dello stesso anno un gruppo di congiurati mette in atto un attentato contro Hitler. Il colonnello Claus von Stauffenberg entra nell'Alto Comando con una bomba a orologeria che posiziona accanto al Führer. In conseguenza dell'esplosione la sede del Comando crolla mentre Hitler rimane soltanto ferito. Ma furibondo. Per rispettare le loro regole d'onore gli ufficiali, rifiutandosi di mentire durante gli interrogatori, fanno i nomi di tutti gli implicati che verrano poi quasi tutti uccisi in maniera violenta. All'inizio del 1945 i Russi penetrano in territorio tedesco e, nel frattempo, gli Inglesi e gli Americani si muovono anche loro con lo scopo di sconfiggere definitivamente l'esercito tedesco. Dopo disperati tentativi di difesa, l'8 maggio 1945 la Germania si arrende senza condizioni. Il giorno 30 dello stesso mese il Führer, che con la sua guerra ha causato la morte di 50 milioni di persone, si uccide insieme a molti dei suoi fedeli e alla sua compagna Eva Braun, a Berlino, nel Bunker della Cancelleria. |
| Riportiamo un brano sulla morte di Hitler tratto da un lavoro di Cornelius Ryan, giornalista e saggista americano |