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LE ANTICHE CIVILTA' E IL PARANORMALE: I CELTI
FILOSOFIA DI VITA E ORDINAMENTO RELIGIOSO
I Celti sono un popolo antichissimo, nato dall'unione
di numerose tribù nordiche.
Difficile per noi comprendere a fondo la loro filosofia di vita, infatti
per questo antico popolo fondamentale era il rapporto con la natura,
che non veniva vista come un qualcosa da sottomettere, bensì come
un tutt'uno con l'essere umano.
Essenziale per loro era comprendere il perché degli eventi
che accadevano in natura e, soprattutto, sapersi adattare a questi
ed amarli tutti in quanto facenti parte del creato.
La loro filosofia di vita si potrebbe affiancare in parte (solo in parte,
mi raccomando!) a quella dei nativi americani: per i Celti era
importantissimo 'fondersi' con la natura e rispettarla in tutte le sue
espressioni.
Il loro connubio con la natura è evidente anche nelle forme artistiche:
le linee sono flessibili, quasi come appaiono spontaneamente in natura,
anche se possiamo stabilire con certezza scientifica che i numerosi Menhir,
Dolmen e Cromlech furono creati in epoche
antecedenti, pertanto non sono attribuibili a loro (scopri
i segreti di Stonehenge).
Importantissimo simbolo celtico è la famosa Croce Celtica:
di forma circolare è utilissima a comprendere la filosofia di questo
popolo: l'unione tra natura e uomo, tra vita e morte, tra bene e male,
in un tutt'uno che è tutto da scoprire e da accettare. Difatti
la morte per i celti è una parte stessa della vita, di cui non
si deve assolutamente aver paura.
I Druidi erano, si potrebbe dire, i Sacerdoti (potevano
essere sia uomini che donne), ma in realtà non è possibile
riassumere la loro grande importanza nella società in questo modo.
Poco sappiamo di loro ma da ciò che emerge è certo che di
sicuro dovevano essere persone coltissime, che studiavano e analizzavano
i feomeni naturali e gli astri in modo da poter trovare un 'punto d'accordo'
fra uomo e natura, erano ciò che di più elevato si possa
immaginare... Erano oracoli viventi, sacerdoti,
saggi, poeti, maghi,
organizzatori di cerimonie e riti, medici, astronomi,
insomma, raccoglievano in una persona tutto il sapere di una civiltà.
Per poter diventare capo dei Druidi si doveva affrontare una terribile
prova: da soli, in un bosco (tutti i boschi erano sacri) si doveva venire
in contatto con l'aldilà tramite sogni estatici. Chi faceva ritorno
veniva considerato in grado di guidare il popolo.
La religione celtica non era fondata sul principio del
bene e del male, ma su quello degli equilibri naturali
e sarebbe errato considerarla politeistica, in quanto dio supremo era
Oiw, e tutte le altre divinità (più di
300) altro non erano che sue stesse personificazioni, tramite le quali
Oiw riusciva a farsi 'conoscere' dagli uomini, visto che la sua grandezza
era talmente immensa che altrimenti nessuno lo avrebbe potuto conoscere
(da notare che il nome Oiw variava comunque a seconda delle tribù).
Le sue più importanti e potenti personificazioni erano la triade
inscindibile di Skiant, che rappresentava la conoscenza,
Nerz, che rappresentava la forza e Karantez,
che personificava l'amore.
Secondo i celti dopo la morte lo spirito del defunto si incarnava in un
neonato, a testimonianza del continuo circolo vita-morte.
Le divinità venivano adorate anche mediante sacrifici,
sia animali che umani (approfondisci
argomento ).
Tutte le festività si svolgevano durante la notte, e i
giorni venivano contati a partire dalla notte.
I Celti adoravano anche piante e animali: i boschi ad esempio
erano sacri in quanto ogni albero era per loro sacro.
Popolazioni perlopiù nomadi o agricoltori, costruivano i loro villaggi
nei pressi di un bosco, affinché potessero essere protetti. Tale
bosco veniva chiamato Drynemeton e vi si svolgevano i
rituali organizzati dai Druidi.
I rituali erano molteplici e, ad esempio, prima di una battaglia i soldati
dovevano eseguire precise danze al fine di ingraziarsi gli dèi.
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