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Leggende
Metropolitane
La
donna e il cane
La
leggenda della vecchia che vuole andare a casa
Un
autostoppista particolare
Un
uso particolare del CD
L'automobilista
smemorato
Il
Diavolo e l'Inferno
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LEGGENDE METROPOLITANE
Chi non ha mai sentito parlare delle Leggende
Metropolitane?
Ma cosa sono esattamente?
Storie e storielle assurde, aneddoti divertenti o terrificanti che lì
per lì possono anche sembrare veri, ma in realtà non hanno
nessun fondamento...
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Ad esempio non molto tempo fa un conoscente mi raccontò quanto
segue:
'Sai che nel mio paese d'origine, in Calabria, mio nonno mi ha raccontato
un fatto molto triste ed inquietante...'
Ed io, sciocca, lo pregai di ridermelo... Lui, tutto contento, continuò:
'Bene... Nel paese c'era un ragazzino di circa 12 anni che era considerato
l'ingenuotto, infatti non usciva mai cn i suoi coetanei, i genitori lo
tenevano sempre in casa, dal momento che aveva un grave soffio al cuore.
Mio nonno, come capita spesso, era uno dei componenti del gruppo di adolescenti
che gironzolava per il paese prendendo in giro i più stupidotti,
primo fra tutti il suddetto ragazzino cardiopatico...'
A questo punto lo interruppi dicendogli: 'Poverino! Tuo nonno era moooolto
cattivo!'
Lui mi rispose che spesso capita senza neanche accorgersene a quell'età,
e continuò serio il suo racconto:
'Ma questo bambino, Pietro si chiamava, aveva una voglia matta di giocare
con mio nonno e con gli altri, e li inseguiva sempre dicendo 'Posso giocare
anch'io? Vi prego!' Così il capobanda, Carmine, propose agli altri
di far fare una prova a Pietro: se tale prova fosse stata superata dal
ragazzo, allora avrebbe ottenuto il diritto di giocare con loro... Di
notte, con la sola illuminazione di una candela, avrebbe dovuto scavalcare
il cancello del cimitero, arrivare alla fine del viale che lo attraversava
interamente, tornare indietro e riattraversare il cancello.
Ovviamente Pietro accettò felice. La notte prefissata per la prova,
Carmine fece entrare due ragazzi della banda nel cimitero, prima che Pietro
arrivasse. I due avevano l'ordine di nascondersi. Lui, mio nonno ed altri
aspettarono fuori l'arrivo di Pietro. Il ragazzo fu puntualissimo all'appuntamento
e, tutto fiero, salutò Carmine e gli altri. Poi, procedette a scavalcare
il cancello ed a percorrere l'intero viale. Arrivato alla fine, si voltò
e tornò indietro. Appena arrivò sotto il cancello disse
ad alta voce:'Vedete? Cel'ho fatta!' ed inizio a scavalcarlo per uscire
da lì dentro. Era a metà strada quando si sentì afferrare
un piede ed udì, in lontananza ma proveniente dall'interno del
cimitero, un urlo. Lo spavento fu tantissimo, e Pietro morì di
colpo, fulminato da infarto.'
A questo punto rimasi interdetta, non poteva essere vera una storia così
assurda, ma era raccontata talmente bene che mi vennero dei dubbi...
Alla fine il conoscente fu costretto ad ammettere che quella è
una storiella che gira in molti paesi della Calabria, ma che sicuramente
non andarono così le cose...
Girando poi internet mi accorsi ben presto che non è molto diffusa
non solo in Calabria, ma a quanto pare in tutta Italia, con varianti più
o meno simili... Ecco, insomma, un classico esempio di Leggenda Metropolitana.
Ma le Leggende Metropolitane possono essere anche un po' differenti, ed
altrettanto diffuse...
Ad esempio a Roma girò per parecchio tempo la voce che, se si fossero
tenuti da parte i codici a barre che servono per emettere gli scontrini,
arrivati a 1000 si sarebbe ottenuta una carrozzella per handicappati...
Io avevo circa 9 o 10 anni, e non immaginate quante mamme tenevano da
parte questi codici a barre, che staccavano dalle merendine dei loro figli,
nella speranza di poter un giorno donare la carrozzina alla scuola che
frequentavano i loro bimbi! Una bambina un giorno mi vide buttare il pacchetto
di patatine con tutto il codice e mi disse concitata: 'Che fai?!? Butti
la carta con tutto il codice?!?' Io le risposi che mia madre aveva detto
che era tutta una stupidaggine, e lei si offese dicendomi: 'Mia madre
se lo butto si arrabbia. E' tua madre che è stupida...'
In tutto però, forse, c'è sempre un fondamento reale, e
chissà da dove partono le storie... Dico questo perché,
quando giunsi all'età di 17 anni, a scuola girava la voce che se
raccoglievi le confezioni, vuote ed integre, di una nota marca di cartine,
fino al munero di 100 (non ricordo esattamente se fosse quello il numero,
ma più o meno ci siamo) e le spedivi alla casa produttrice, in
cambio ti sarebbe stato spedito un regalo (credo un cappello o una maglietta,
non ricordo bene neanche questo). La storia mi puzzò subito di
leggenda metropolitana, ma una persona lo fece ed il regalo gli arrivò!
Ovviamente questo è diverso da i codici a barre, dato che è
più una sorta di raccolta punti, che si sa a chi inviare e cosa
si riceve, quindi magari non è neanche azzeccato il paragone, però
è utile per comprendere da dove hanno origine certe leggende...
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