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PROFEZIE

LA VITA DI NOSTRADAMUS


Michel de Notredame nacque il 14 dicembre 1503 a Saint-Remì, ridente cittadina della Provenza.

Discendente di una famiglia dalle origini ebraiche convertita in seguito al cattolicesimo per evitare l'Inquisizione, apprese la conoscenza della medicina e delle scienze matematiche dai suoi avi, e dopo aver studiato ed esercitato il mestiere in varie regioni della Francia si laureò ad Montpellier con ottimi voti.

Passò poi anni ad esercitare la sua professione in giro per la Francia ed a migliorarsi negli studi. Allorché l'Europa fu colpita da una terribile epidemia di peste Nostradamus venne conosciuto in tutta la Francia per la sua capacità di soccorrere e dare conforto agli ammalati, compito arduo che quasi nessuno aveva voglia e coraggio di assumersi. Per questo motivo alla fine dell'epidemia fu onorato con un pubblico riconoscimento.

Si stabilì poi a Aix, dove sposò una giovane donna ed ebbe da lei due figli. Le sue innate doti di chiaroveggenza gli permisero purtroppo di prevedere in anticipo la prematura ed improvvisa scomparsa di tutti e tre.

Dopo questo drammatico avvenimento si stabilì definitivamente a Salon, dove continuò ad esercitare la sua professione, ma di pari passo si interessò sempre di più al mondo dell'astrologia e dell'esoterismo, tanto che le persone che gli erano vicine iniziarono a contattarlo per porgli domande su ogni tipo di problema.

Qui sposò Anne Ponsard de Salon, dalla quale ebbe otto figli. Fu proprio in questo periodo, e precisamente nel 1555, che iniziò a scrivere le ben note 'Centurie'.

La sua fama all'epoca era tale che Caterina De' Medici lo insignì del titolo di consigliere.
Ma quando la sua profezia a proposito della morte del re si avverò, fu inquisito dalla Giustizia di Parigi, così fu costretto a tornare a Salon.

Dapprincipio quindi il grande veggente tenne segreti i suoi scritti, per paura che all'epoca i contenuti così sconvolgenti non solo non sarebbero stati accettati ma anzi, sarebbero stati addirittura fonte di persecuzioni e calunnie.Forse, proprio per questo motivo, vennero pubblicate solo dieci delle dodici Centurie. Le rimanenti due furono ritrovate dopo la sua morte e pubblicate in seguito.

Vinto poi dal desiderio di far conoscere a tutti il destino del mondo, e soprattutto gli eventi che, secondo lui, di lì a poco si sarebbero verificati, rese di dominio pubblico il contenuto delle sue Centurie, che dedicò interamente al suo primogenito Cesare.

Le prime sette centurie erano precedute da una lettera ( clicca qui per leggerla) che Nostradamus aveva indirizzato al figlio, ma che ci può aiutare a comprendere il motivo dell'ermeticità del linguaggio utilizzato.

Alcuni anni dopo il re Carlo IX, durante un viaggio in Francia, si recò a Salon per fargli visita, e lo onorò con il titolo di consigliere e medico di corte, che comprendeva uno stipendio ed altri benefici.

Due anni dopo, nel 1566, morì in seguito all'aggravarsi delle numerose malattie che da tempo lo affliggevano.

L'autore della sua prima biografia, Jean Aimes de Chavigny de Beaune, ci racconta che Nostradamus conosceva in anticipo il giorno e l'ora della sua stessa morte, dicendo proprio a lui esattamente queste parole: "Voi non mi vedrete più in vita al levar del sole".