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Visitiamo:

La dottrina della reicarnazione
fenomeni legati alla reincarnazione
esperienze legate a casi di reincarnazione



REINCARNAZIONE



La reincarnazione è un'antichissima 'credenza', che si perde nella notte dei tempi.

Contrariamente a quanto è stato detto più e più volte, non è solo e propriamente una filosofia orientale, anche se è proprio in India e in altri paesi asiatici che si è sviluppata ed è divenuta una vera e propria religione.

I maggiori testi sacri indiani, quali il Veda ed il BhagavadGita, ci dicono che tutti gli elementi esistenti in natura altro non sono che pura energia. Queste forme di energia 'occupano' degli involucri che, al momento opportuno, si evolvono trasformandosi in altre forme.

Cosicché la morte altro non è se non trasformazione, le energie 'passano' ad altre sfere, si trasformano e poi ritornano ad occupare nuovi involucri.

Fa parte di questa dottrina filosofica il karma: la legge di causa ed effetto secondo cui ad ogni azione corrisponde un particolare flusso e riflusso di energie, in grado di modificare gli eventi.

La legge karmica non può però essere intesa 'all'occidentale', cioè come una legge improntata sul peccato e sulle conseguenti punizioni (hai agito in modo errato quindi Dio, o la natura, ti punirà), ma bensì sull'equilibrio delle forze cosmiche. Ad esempio equivalgono a reinterpretazioni totalmente errate quelle secondo cui se non si era fedeli nella vita passata in quella presente si soffrirà di problemi inerenti ai rapporti con il sesso opposto, mentre invece una giusta interpretazione della legge causa-effetto potrebbe essere quella secondo la quale se si è morti annegati in un'altra vita durante la presente esistenza si ha paura dell'acqua. Oppure ancora se ci era stata amputata una gamba anche in questa vita si possono avere problemi inerenti alle articolazioni. Queste non sono punizioni ma somatizzazioni a livello inconscio di eventi tristi o drammatici avvenuti in precedenza e ovviamente rimossi.

Le speculazioni fatte su questa filosofia si sono purtroppo radicate talmente tanto nei nostri animi che la maggioranza delle persone continua ancora a vedere nel karma la solita 'legge punitiva' senza rendersi conto che la reincarnazione è proprio l'opposto...

Partendo da questo basilare presupposto si può iniziare con tranquillità ad avvicinarsi alla dottrina più diffusa nel mondo.

Secondo l'insegnamento del Budda lo scopo dell'uomo non è quello di raggiungere il piacere ma quello di raggiungere la felicità. La reincarnazione (o metempsicosi) ci aiuta proprio in quest'arduo compito.

Sfortunatamente questo concetto, arrivato in Europa già ai tempi dell'antica grecia, fu scambiato per la ricerca dell'assenza di sentimenti, così adottarono tale filosofia Empedocle, Pitagora e Platone, modificandola secondo il pensiero occidentale.

Anche nel Vangelo ci sono cenni alla reincarnazione, anche se si dice che tutti i passi inerenti l'argomento siano stati eliminati per ovvi motivi: non sarebbe potuta esistere la dottrina del peccato...

Un esempio?
Giovanni, 3-3:'Gli rispose Gesù:<<In verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto non può vedere il regno di Dio>>. Gli disse Nicodemo:<<Come può un uomo rinascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda nel grembo di sua madre e rinascere?>>. <<Non ti meravigliare se t'ho detto: rinascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito>>'.
Un altro esempio?
San Girolamo: "Non conviene si parli troppo delle rinascite, perché le masse non sono in grado di comprendere."


Le dottrine orientali furono riprese in seguito anche da altri filosofi quali Giordano Bruno, Campanella e Leibniz ma sfortunatamente di nuovo mal interpretate, fino a giungere alla visione del tutto pessimistica di Schopenauer che trasforma la ricerca della felicità nell'impossibilità dell'uomo di liberarsi dalla ricerca del piacere ma, soprattutto, che si abbandona alla più nera delle ipotesi: dopo la vita non c'è nulla e l'uomo nasce unicamente per soffrire, illuso da fonti di piacere effimere...

L'ultimo Dalai Lama, forzato al contatto diretto con la nostra civiltà, si rende perfettamente conto dei danni irreversibili causati dal nostro perenne senso di colpa e dalla nostra ostinazione a voler scambiare il piacere per la felicità e la felicità per l'assenza di sentimenti (se sei interessato a quest'argomento <admin> consiglia di leggere il libro 'L'arte della felicità. Dalai Lama con howard C. Cutler', edito dalla Oscar Mondadori).

Comunque la reincarnazione altro non è che un'evoluzione, ed il karma un modificarsi sia a livello conscio che inconscio che porta sempre più verso la felicità: automaticamente l'individuo reincarnandosi elimina man mano gli errori, senza bisogno di punizioni, perché sbagliando si impara e ci si accorge che facendo del male non si raggiunge la vera felicità, ma solo l'effimero piacere che finisce subito.