Vi
proponiamo in questo spazio il romanzo di Antonio Tabucchi
"Sostiene Pereira", edito da Feltrinelli nel 1994, romanzo
delicato come l'omonimo film, nel quale Pereira è interpretato
in modo magistrale da Marcello Mastroianni.
"...Dopo il ballo i ragazzi
vennero a sedersi al tavolino e Marta, come se parlasse d'altro, disse:
oggi ho comprato il "Lisboa", purtroppo non parla dell'alentejano
che la polizia ha massacrato sul carretto, parla di uno yacht americano,
non è una notizia interessante, credo. E Pereira, che sentì
un ingiustificato senso di colpa, rispose: il direttore è in
ferie, è alle terme, io mi occupo solo della pagina culturale,
perché sa, il "Lisboa" dalla prossima settimana avrà
una pagina culturale, la dirigo io.
Marta si tolse il cappello e lo posò sul tavolo. Dal cappello
uscì una cascata di capelli castani che avevano riflessi rossi,
sostiene Pereira, dimostrava qualche anno in più del suo compagno,
forse ventisei o ventisette anni, e così lui le chiese: e lei
cosa fa nella vita? Scrivo lettere commerciali per una ditta di import-export,
rispose Marta, lavoro solo la mattina, così il pomeriggio posso
leggere, passeggiare e qualche volta vedere Monteiro Rossi. Pereira
sostiene che trovò strano che lei chiamasse il giovanotto Monteiro
Rossi, col cognome, come se fossero solo colleghi; comunque non obiettò
e cambiò discorso e disse, tanto per dire: pensavo che lei
fosse della gioventù salazarista...."
"Il protagonista responsabile della pagina
culturale del Lisboa, giornale portoghese del pomeriggio, è
anche conoscitore appassionato di testi di autori francesi, come lo
stesso Tabucchi, il cui nome è legato soprattutto al Portogallo,
alla sua lingua: lui, italiano, ha scritto Requiem (Milano:
Feltrinelli, 1992, prima edizione nell'Universale Economica, 1994)
in lingua portoghese e si è distinto nella celebrazione della
letteratura portoghese, soprattutto nella persona di F. Pessoa morto
nel 1935, un raffinato bohémien sperimentatore di avanguardie,
poeta dai mille volti che ha legato il suo nome all'eteronimia, la
"traduzione in letteratura di tutti quegli uomini che un uomo
intelligente e lucido sospetta di essere" (in F. Pessoa, Una
sola moltitudine, Milano: Adelphi, vol. 1, 1979, VI edizione 1994,
25) un Pessoa presente in Tabucchi, se pensiamo a tutti quei suoi
personaggi che aspirano all'altro, ricercano l'alter-ego, l'eteronimo:
nel caso di Pereira l'alter-ego è Monteiro Rossi.
Sostiene Pereira, pubblicato nel 1994, ci porta nel Portogallo
salazarista del 1938, in cui vive un giornalista e traduttore amante
della letteratura, uno stanco corteggiatore della morte, scontento
del suo fisico, ammalato di solitudine tanto che parla e si consiglia
con il ritratto della moglie morta di tisi; uno stato di crisi esistenziale
permea tutto il romanzo, ma è una crisi che non resta stazionaria,
perché un evento viene a sollecitare nel protagonista
imprevedibili reazioni tra cui quella del pentimento, che scaturisce
in seguito alla traduzione di un racconto di Balzac.
Il registro di questo romanzo è, ad uno sguardo d'insieme,
diversamente connotato rispetto ad un'altra opera dello stesso autore,
Piazza d'Italia, nel momento in cui si rileva una dimensione
drammatica e decadente, malinconico-nostalgica; la vis comica
del primo romanzo è sostituita dall'umorismo e dall'ironia
che culminano nel momento in cui, con la telefonata al finto capo
della censura, Pereira si beffa del regime.
Su La Stampa di Torino troviamo un'intervista a J. Starobinski,
in cui il grande critico risponde sui mali che insidiano l'Europa:
"La superficialità, la tendenza a vivere nell'attesa della
soddisfazione immediata senza più sapere ciò che ci
costituisce. E' una situazione di angoscia, di mancanza di identità,
e precipitiamo, gli uomini possono darsi a ogni specie di illusioni
e di fantasmi, i quali alleviano e aggravano insieme la solitudine
e il disagio".
In Sostiene Pereira la morte è presente in quanto ineliminabile
in un regime dittatoriale: nel secondo capitolo del romanzo si accenna
all'uccisione del carrettiere socialista, così nel film tratto
dal romanzo una delle prime scene è la polizia che bastona
"una piccola folla che urla e protesta" (Film Book, Sostiene
Pereira, Milano, Il Castoro), a parte ciò, in Pereira è
costante la pulsio mortis, solo che il suo interesse per la
morte è gradualmente disincentivato da un giovane che ama la
vita e che viene poi ucciso dalla polizia salazarista: tale evento
tragico scuote definitivamente l'autolesionismo di Pereira e lo porta
verso una nuova vita, di cui il giornalista dà testimonianza
al lettore con i ripetuti Sostiene Pereira.
Nel romanzo è presente l'aspetto onirico, infatti il giornalista
sogna spesso, ma non specifica il contenuto dei suoi sogni, cominica
solo l'ambientazione e la sensazione di sollievo che gli procurano
al risveglio... Sogni rivelatori di nostalgia; Pereira, guarda caso,
abita in Rua da Saudade, saudade in portoghese significa nostalgia,
parola molto usata da Tabucchi...
I sogni di Pereira sono rivolti al passato con protagonista una giovinezza
che nel presente di Pereira è rappresentata dalla coppia Monteiro
Rossi/Marta, attraverso i quali la linfa della gioventù si
appresta a rinvigorire lo stanco e disilluso giornalista...Il sogno,
la dimensione onirica si trovano spesso nelle opere di Tabucchi, per
il quale la letteratura stessa è un sogno collettivo "come
ci ha insegnato Bretòn, è uno spazio onirico molto privilegiato
che ci viene riservato per esprimere quello che i nostri sogni non
riescono ad esprimere"...
Un altro filo conduttore che raccorda gli autori impliciti del Tabucchi
reale è il gioco del rovescio che nel 1988 ha dato il
titolo ad una raccolta di racconti (Milano: Feltrinelli) e che in
Sostiene Pereira si esplicita persino nella reiterazione del
titolo all'interno del testo: Sostiene Pereira/Pereira Sostiene; inoltre
il gioco del rovescio permea l'intera vicenda, dal momento che la
posizione di Pereira si rovescia per affrontare il rischio di una
nuova vita con un passaporto francese ed un nuovo nome, François
Baudin. Quando Monteiro Rossi prepara i necrologi di intellettuali
famosi, come D'Annunzio, Marinetti, Garcia Lorca, ne rovescia l'identità
ufficiale, per esempio di D'Annunzio non fa l'elogio del vate, ma
riporta il giudizio di Pessoa, "assolo di trombone" e conclude:
"Una vita non esemplare, un poeta altisonante, un uomo pieno
di ombre e di compromessi. Una figura da non imitare, ed è
per questo che lo ricordiamo...
...Concludo con una comparazione segnalata su
una rivista francese da un articolo dedicato al romanzo di Tabucchi:
vi si allude al film di E. Scola Una giornata particolare,
in cui i due protagonisti (l'attore è ancora Mastroianni) vivono
da estraniati il clima scandito dai ritmi, dalle marce, dai riti imposti
dal regime fascista; il paragone mi pare calzante e riferibile sia
al romanzo di Tabucchi sia al film di R. Faenza dove i protagonisti
fondamentali, Pereira e Monteiro Rossi, subiscono, con reazioni diverse,
gli applausi a comando e le marce dei miliziani: l'appartamento di
Pereira si affaccia sul cortile di una caserma dove si svolgono esercitazioni:
"dai camion scendono dei ragazzi giovanissimi, quasi dei bambini,
che vengono irregimentati da un ufficiale urlante". Tra l'altro
il film di E. Scola del 1977 è ambientato in una giornata particolare
del 1938 (il 6 Maggio, in cui s'incontrarono a Roma
Hitler e Mussolini), lo stesso anno che vede svolgersi l'evento
di Pereira."
Lydia
Pavan |
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